Storia della stampante, dal geroglifico al 3D - Parte 2

venerdì 16 maggio 2014

La stampa in casa e in ufficio.

L'utilizzo consumer però, ovvero quello rivolto al grande pubblico, domestico e d'ufficio, oggi verte su due categorie di stampanti, ossia quelle a getto d'inchiostro e la stampa laser.
Le moderne tecniche di stampa, implementate attualmente in questi macchinari si basano su due tecnologie collaudate ma dai risultati diversi. Come per ogni macchinario la scelta deve farsi sulla base del risultato finale che si vuole ottenere.
Le stampanti laser sono in genere di due tipi, sulla base della stampa che permettono, ossia in bianco e nero o a colori. È il laser a caricare elettricamente il foglio nei punti in cui si vorrà stampare, facendo scendere la polvere di inchiostro contenuta nel toner e procedendo successivamente a caldo. Nonostante sembri un processo macchinoso da descrivere, le stampanti laser sono molto più veloci di quelle a getto d'inchiostro, soprattutto nella stampa in bianco e nero. Chi necessita di stampare velocemente, in particolare dei testi senza troppe immagini, troverà giovamento nell'uso di una laser, anche dal punto di vista economico, considerato il ridotto consumo di inchiostro.

Le stampanti laser a colori hanno un costo leggermente (ma non troppo) sopra la media. Potrebbe sembrare che siano i toner ad essere più esosi rispetto alle cartucce delle Inkjet, ma in realtà le moderne stampanti laser fanno un uso minuzioso dell'inchiostro grazie a laser sempre più precisi, ed un toner può arrivare a doppiare la vita di una classica cartuccia. C'è da dire che anche in materia di consumabili si apre un mondo (ad esempio nel caso delle cartucce compatibili) per cui i costi effettivi di una stampa subiscono diverse variabili che dipendono da fattori come qualità della carta utilizzata, cartucce o voltaggio dell'apparato scelto.
Le stampanti a getto d'inchiostro invece sono adatte a chi ha bisogno di stampare a colori. Come per i modelli laser se ne trovano in ogni fascia di prezzo. Sono più lente nella stampa in bianco e nero e anche meno economiche perché usano più inchiostro ma risultano perfette per l'uso nella stampa di immagini e testi a colori.

Le all-in one regine della stampa.

Attualmente entrambe le tipologie sono correlate da tutta una serie di funzioni. Mentre prima per ogni uso occorreva uno specifico macchinario, le stampanti multifunzione possono compiere più operazioni alcune volte anche senza l'uso del computer. Un po' come è accaduto per i moderni smartphone, che riuniscono in un solo prodotto telefono, fotocamera, navigatore, lettore musicale e molto altro. Le multifunzione, stampanti che oggi vanno per la maggiore, riuniscono insieme, scanner, stampante, fotocopiatrice, fax…e il tutto comandato a distanza tramite Wi-Fi o Bluetooth. Basta collegare l'apparecchio alla rete internet domestica e si può mandare in stampa dal salotto la ricetta per la cena che leggeremo in cucina. Senza contare che riunire tutti questi apparecchi in un unico prodotto contribuisce ad ammortizzarne i costi.


La nuova frontiera della stampa però è confinata (per il momento) fuori dalle mura domestiche. Si chiama 3D e non ha ancora fatto il grande salto, cioè non ha ancora incontrato il grande pubblico. La stampa 3D, che rappresenta una naturale evoluzione della stampa bidimensionale, a differenza della 2D consente la produzione di oggetti e non di semplici "stampati". Giusto per mostrare quali siano gli usi finali potenziali di una stampa tridimensionale, ha fatto il giro del mondo, nell'aprile del 2014, il singolare test di alcuni architetti di Amsterdam, che con l'uso di una stampante 3D hanno tirato su la prima casa "stampata" direttamente in cantiere, quest'ultimo aperto al pubblico e trasformato in museo. Interamente realizzata in plastica e 100% riciclabile, anche nel settore edilizio (a dimostrazione delle potenzialità di tale nuova tecnologia, che potrebbe coinvolgere infiniti settori) ci si è accorti di come sia possibile abbattere i costi di produzione e rispettare l'ambiente, semplicemente abbinando l'innovazione tecnologica ad oggetti di uso comune. Chissà se Gary Starkweather avrebbe mai accettato l'idea di sostituire un vecchio tavolino in legno rotto accidentalmente con uno moderno e originale, creato al pc e stampato in 3D.

 
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